mercoledì 24 ottobre 2012

Stasera va così.


L’ASSENZA

   VIVERE è, insieme, accumulo e perdita. Incontrarsi e dirsi addio. Volti, nomi, storie, sentimenti, persone. Ci vengono incontro, ci affiancano, ci accompagnano per un tratto di strada; poi se ne vanno, prendono altre vie, altri sentieri; a volte si fermano, e rimangono lì, e ci guardano allontanarci e diventare sempre più piccoli, sempre più distanti, mentre proseguiamo il cammino e spesso neppure ci voltiamo indietro, presi da mille pensieri, gli occhi e la mente intenti alla prossima meta. Ma ci lasciano, tutti, qualcosa. Un fardello piccolo o grande, prezioso sempre; ci lasciano il balsamo misterioso e dolcissimo dell'assenza.

   L'assenza è una voce che non sentiremo più, eppure ci parlerà dal profondo del cuore nell'ora più buia, nel giorno più difficile. 

L'assenza è una mano che puoi stringere forte quando ogni altra mano ti sfuggirà e il coraggio parrà venirti meno. 

L'assenza è un ricordo che a chiunque - ma non a te - parrà banale, è una fotografia in bianco e nero, una frase che contiene un mondo, una cantilena imparata non sai più quando e dove, un sorriso, un'amarezza seppelliti nella memoria. 

E' una sera d'estate con le nuvole alte nel cielo, antichi re delle fiabe che partono per l'esilio; è una strada ripercorsa tante volte, è il Natale come lo aspettavano i bambini, un giardino misterioso come la giungla nera, un pomeriggio giocato all'ombra di un cortile, mitologia quotidiana, lessico familiare, epopea domestica.


    L'assenza è il tempo che ti pareva inesauribile e invece non c'è più, il tempo per tutto ciò che non hai saputo dire, che non hai potuto fare; è il rimorso per un bacio mai dato, per una lettera non spedita, per le parole inutili e i silenzi crudeli. 

E' l'amore che ti porti dentro, è quello che resta quando tutto finisce. 

Il rendiconto ultimo, il significato del vivere.

                                               
                                                  (Gabriele Ferraris - La Stampa, Torino Sette, 4 Giugno 2004)

martedì 23 ottobre 2012

Bloggo o non bloggo?


No, vabbè, scusate. Ho avuto da fare.
No, non è vero, non ho avuto niente da dire per un TOT.
Mento ancora.

Insomma, per scrivere, ci vuole ispirazione e per tenere un blog ad un livello soddisfacente, voglia di condividere.
Ultimamente mi sono mancate entrambe.

Sorry.

In compenso, oggi mi va di dirvi che, nel frattempo, ho trovato lavoro.

Per essere alla moda, sappiate che non sono affatto “choosy”, faccio un lavoro che non mi interessa, che non so nemmeno se sarò veramente in grado di fare e su tre turni, Il tutto a 100km da dove vivo.
Tant’è, questo passa il convento, cara Fornero. Mica tutti hanno genitori ministri e giornalisti, come Sua figlia.

Devo dirla tutta: sono contenta. Dopo 11 mesi, innanzitutto, qualunque cosa mi tiri fuori casa va bene. L’ambiente è buono e divertente, ti danno uno stipendio puntualmente. Cos’altro serve?