Ieri sera sono andata al Teatro Sociale "G. Busca" di Alba per seguire una serata organizzata da Collisioni con un ospite d'eccezione: Giovanni Allevi.L'invito recitava: "Una serata sperimentale tra riflessioni, dialoghi con il pubblico e pezzi al pianoforte".Che fai, non vai??? Certo che sì.
Ora: io conosco la sua musica. Mi piace tantissimo. Poco so di lui come individuo, non me ne sono mai interessata.
Onestamente, m'aspettavo fosse uno spocchioso, classico del genere... Classico, appunto. Uno che sa di essere un talento, che si sente al di sopra di chiunque, compreso il suo pubblico.
Invece.
GENTE! Io mi sono innamorata!
E' entrato, impacciato come un bambino il primo giorno di scuola. Goffo. Questo ragazzone alto e dinoccolato, con la sua inconfondibile zazzera di capelli, ti faceva sentire la sua tensione. Senza vergogna, senza dissimulare. Dunque... il primo istinto: salire sul palco, abbracciarlo e dirgli che sarebbe andato tutto bene.
Poi... inizia a suonare. "Come sei veramente".
Cosa pensiate di Giovanni Allevi, non lo so. Che vi piaccia oppure no, è innegabile il suo talento. Suona con l'anima. S'inchina al pianoforte, quasi gli chiedesse il permesso per fargli uscire la voce. Delicatamente, ma con decisione, inizia a battere sui tasti.
Quello è il momento io cui t'accorgi cos'è, davvero, l'amore. Lui AMA la musica. La ama davvero. C'è una passione enorme in ogni nota, in ogni gesto. Giovanni Allevi è la sua Musica.
La cosa straordinaria, è che ne diventi parte anche tu. Ti prende, ti tocca, ti trascina. Non ha bisogno di parole perché ti entra dentro senza dover chiedere, la si accoglie spontaneamente. Lo straordinario è che le parole, le metti tu. Sono tue. E' incredibile.
Mettiamola così: io subisco il fascino delle arti, della musica soprattutto. La sento dentro. Tendo alla psicopatia: per ogni cosa che faccio o immagino, ci metto su una colonna sonora.
Tutto è musica.
E' così che "Come sei veramente" mi ha messa per qualche minuto in contatto con il mio IO più profondo, con quella me che, a causa delle consuetudini, dimentico.
Appena ha smesso di suonare... avete presente l'Albatro di Baudelaire? Così elegante e magnifico in aria, così goffo a terra? Questo è ciò che ho pensato del Maestro Allevi appena è iniziata l'intervista!
Ho scoperto, però, che a parte la sua timidezza, è una persona di una simpatica contagiante. Brillante, intelligente, sagace, ironico. Il tutto condito da quest'aria da eterno giovane maldestro... in una parola: perfetto.
E' stato l'attimo in cui ho capito cosa volesse dire davvero Pascoli parlando del "fanciullino". Allevi è il fanciullino. Conserva la sensibilità dell'infanzia, la esprime compiutamente attraverso le sue opere. Guarda al mondo con gli occhi della fantasia e con l'innocente stupore di chi scopre le cose per la prima volta.
Ora la digressione sul resto della piacevolissima serata ve la risparmio, solo perché sono certa che non sarei in grado di rendere onore alle parole ed alle note che ci hanno deliziati.
Quello che mi preme scrivere è semplicemente che Allevi mi ha dato spunti per pensieri eccezionali. Arditi, probabilmente, ma eccezionali. La ricerca del mio "Daimon", per riscoprirci e riunirci. Mi ha fatto capire che sbaglio a sentire il fallimento sulle spalle. Devo crederci, crederci ed ancora crederci. Il sogno si avvererà, sicuramente.
Grazie Giovanni, per la tua Musica, quella maiuscola. Per essere un Ribelle, un ribelle vero. E grazie ancor di più per avermi strepitosamente emozionata con il tuo Genio Semplice.
PS: e grazie per il "pupazzetto"!!! =)
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NB: a proposito di Geni, un saluto a Steve Jobs. Quando si spegne una mente illuminata come la sua, il nostro mondo è un po' più buio.

Ho visto un suo concerto per la prima volta lo scorso anno. Anche io sono rimasta sconvolta nel vedere come riuscissero a condensarsi in una persona sola la semplicità e la grandezza. Quest'uomo così bambino, così impacciato, che trotterella goffo dietro le quinte dopo ogni pezzo, come se scalpitasse dalla voglia di allontanarsi il più in fretta possibile dal pubblico per nascondersi. Lo stesso uomo che diventa un alieno (non poteva che essere piu azzeccato questo nome per il titolo del suo ultimo album), che si fonde coi tasti e con i suoni per estasiare l'ascoltatore... Francamente non capisco come possa esserci chi lo critica e lo insulta in modo tanto efferato... Ma sai, anche Mozart era criticato ed incompreso... Ed ora...
RispondiEliminaPs.: pupazzo???
Sì, una specie di "marchio di fabbrica": firma gli autografi con un disegno che gli somiglia!
RispondiEliminaIeri sera, con una dolcezza infinita mi ha chiesto "Vuoi il Pupazzetto?"
E come si fa a dire di no a Giovanni Allevi?!? ;)