lunedì 17 ottobre 2011

L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Ah no?!?

Basta poco, che c'è vo'?!?
Effettivamente, ad essere disoccupati, al giorno d'oggi, ci vuole un attimo.
Inclusi tutti quei fantastici discorsi a mo' di pacca sulla spalla: "Dispiace tantissimo a tutti e, pensa, se il mercato si riprendesse, saresti la prima che chiamerei... Anzi, se hai bisogno di referenze, fai uno squillo che per te scriverei chilometri di lettere, mica balle!".
Bene. Grazie. Ben gentile.


Peccato che nessuno ti dica, poi, cosa si debba fare.


Tra l'altro... A qualcuno hanno mai chiesto delle referenze?!? A me MAI. Pensare che di colloqui, negli ultimi anni, ne ho fatti parecchi... Mah!


Ad ogni modo. Cosa si debba fare per essere una disoccupata D.O.C., non te lo spiega anima viva.


Stamattina, convinta di essere preparatissima e di avere tutto lo scibile su documentazioni varie, prendo, parto e vado a farmi certificare.


No, aiuto.


"Venga qui, vada lì... No, ha fatto tutta la coda, ma l'ufficio è quello in fondo alla strada non questo... Sì, lo so che il cartello dice che è il posto giusto, ma non è aggiornato..."


Altra coda. "Buongiorno. La sua collega dall'altro lato della via mi ha detto che è qui che accogliete le richieste per le liste di disoccupazione..." "Sì... Ma le ha detto che prima dovrebbe andare all'ufficio per l'impiego?" "No." "Beh, dovrebbe andare prima lì."


E poi al patronato. Un'ora e mezza.


Carissimi, essere disoccupati è un lavoro faticosissimo. Ho girato di ufficio in ufficio tutta la mattina, son rientrata a casa alle 13 e mi tocca tornare venerdì mattina a completare ciò che ho giusto abbozzato oggi.
Il tutto, ovviamente, senza avere la certezza che la domanda venga accolta, se e quando lo sarà e a quanto ammonti il sussidio eventualmente erogato.


La mia domanda retorica, a questo punto, è: ma chi ha ideato tutto questo bailamme di procedure, ha pensato al fatto che chi è disoccupato, nella maggioranza dei casi, ne soffre e vuole fare in fretta? Edddddaaaaaaiiiiiii!
Mettetevi un po' anche nei nostri panni! Già uno si sente inutile agli occhi della propria famiglia, della società e pure, perché no, ai propri... Non serve far perdere giornate intere per raggiungere quel misero obiettivo che conferma il fatto che non si abbia un lavoro!


Cioè, burocrati del menga: la psicologia conta! Dateci una mano! Non dico che si debba trovare lavoro in cinque minuti, ma almeno evitare che un disoccupato si senta senza speranza dall'inizio, soprattutto se, come me, nemmeno te la sei andata a cercare!!!


Insomma, lasciatemi dire: l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro... Che non c'è.

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